Biografia

Published by sisi on Mercoledi, 13 Maggio, 2015 - © all rights reserved

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“… certe donne che sacrificano risolutamente il viso alla figura, pensando che, se non è più possibile conservare più giovinezze insieme, quella della linea sarà comunque la più adatta a rappresentare le altre… (si fanno più rapide)…
Questa velocità aveva, del resto, varie ragioni psicologiche, il timore d’essere visto, il desiderio di non lasciar trasparire tale timore, l’agitazione febbrile che nasce dalla scontentezza di se’ e dalla noia.
… si precipitava, non diversamente da come ci si lancia all’attacco, per offrire la minor superficie possibile agli sguardi malevoli di ipotetici passanti.
E quell’andatura da colpo di vento gli era rimasta.
Essa, forse, schematizzava anche l’apparente intrepidezza di chi vuol mostrare che non ha paura e non vuol concedersi il tempo di riflettere.
Bisognerebbe, per completezza, prendere in considerazione il desiderio, via via che invecchiava, di apparire giovane, e anche l’impazienza di quelle creature sempre annoiate, sempre disincantate, che sono le persone troppo intelligenti per la vita relativamente oziosa che conducono, nella quale le loro facoltà restano irrealizzate.
Ma, soprattutto da quando gli esercizi fisici godono di tanto favore, l’ozio ha preso, anche al di fuori delle ore di sport, una forma sportiva, che si traduce non più in indifferenza, ma in una vivacità febbrile che crede di non lasciare alla noia ne’ il tempo ne’ lo spazio per svilupparsi.”
(Marcel Proust – da “Il Tempo Ritrovato”)

 

Tanti volti un’unica anima imprescindibile;
priva di assoluti; scevra di mediocrità.

 
“La vita di bordo è più di un semplice viaggio. E’ una vita migliore, piu autentica. Io cerco di godermela al massimo (..)”(Elisabeth)

“Nessun pennello e nessuno scalpello potranno mai riprodurre chi ella fosse realmente, e che cosa in lei fosse così incantevole, attraente, era la sua intima natura che apparteneva soltanto a lei. Continuerà a vivere nella leggenda, non nella storia.” ( Contessa Furstenberg)

Io rattristata invece allargo le mie ampie bianche ali, e torno a casa nel regno delle fate e nulla mi farà tornare… (A mia figlia, 1888)… e permettetemi aggiungerei al nulla il “nessuno”perché lungi tergiversare eccessivamente su questa preziosa anima. (Elisabeth)

… La Sovrana… indossava una semplice toilette da viaggio nera e un rotondo cappellino nero con velette abbassate… (Agramer Zeitung, 10 luglio 1879)

“Dalla testa stanca levo sospirando la corona; Quante ore mi ha sottratto oggi il cerimoniale! (Ballo di corte, 1887 - Elisabeth)

(Jonh Welcome) scrive: ” … ella era allegra e felice, e quando era felice, era buona, premurosa e generosa, l’esatto opposto della creatura egoista, introversa e capricciosa vista alla corte viennese.”

“Guardai ancora quell’ombrello e quel ventaglio, il famoso ventaglio nero e il notissimo ombrello bianco, fedeli compagni della sua esistenza esterna, che erano quasi parte del suo apparire corporeo… Nella sua mano, essi non sono quello che significano per le altre donne, ma sono emblemi, armi scudi al servizio della sua vera essenza… ella vuole così respingere solo la vita esteriore delle persone in quanto tale… ” (Christomanos, 1892)

A chi mai di noi anime del futuro troppo in là ci spingessimo coni nostri sguardi a ritroso; dal medesimo passato Ella ci batte in ritirata: “Il fegato mi si ingrossa quando mi fissano così e i nascondo nella tana e di rabbia potrei crepare (Ai curiosi, 1887)

“Solitaria vago in questo mondo, alla gioia, alla vita da tempo ho volto le spalle, con nessuno condivido la mia vita. Mai nessuno mi ha capito.” (Alle anime del futuro, 1887)

“E’ una sognatrice, e la sua occupazione principale è quella di lambiccarsi il cervello” (Festetics)

Non deve andare tra la gente Titania in questo mondo dove nessuno la capisce dove migliaia di ficcanasi la circondano e bisbigliano curiosi: “guardate la pazza!” l’invidia gelosamente la spia e distorce tutte le sue azioni. Torni n quei paesi dove vivono le belle anime affini (A Titania, 1888)

“…è molto cara e buona, ma spesso rabbrividisco per il suo buon cuore che cela sotto l’egoismo e paradossi” (Festetics)

In merito alle opere di Winterhater: “I dipinti si Sisi che ha eseguito sono i suoi primi ritratti fedeli all’originale” (Franz Josef)

In una visita improvvisa al professor Seligmann Heller… “Ella spiegò a Heller, in una maniera semplice che fugava subito qualsiasi imbarazzo, lo scopo della visita… “(Hamman)

Carlo Teodoro parlava di Sisi senza reticenze ammettendo che era «intelligente» ma un po’ «tocca».

“Se solo il giorno avesse una durata doppia rispetto a quella che ha; non riesco a imparare e a leggere tutto ciò che vorrei” (Elisabeth)

“L’unica ragione di questa mia preferenza all’idioma popolare consiste nel fatto che desidero esprimermi nella lingua parlata dal novanta per cento della popolazione, non quella parlata dai professori e dagli uomini politici. Se c’è una cosa che detesto, è la simulazione espressa con il pensiero, con gli scritti o in altre maniere.” (Elisabeth)

“Faceva ciò che le andava a genio e lasciava che gli altri pensassero ciò che volevano. Nonostante tutte le stravaganze era rimasta una persona fondamentalmente semplice e naturale” ( Dama di corte bavarese Maria Redwitz)

“Quando la gente vuole espimersi molto severamente, dice che Napoleone fu grande, ma troppo privo di scrupoli; io penso sempre: quanti sono così, senza poi essere grandi! Anch’io per esempio” (Elisabeth)

(Alessandro von Warsberg, 1885) “Così le venni presentato. Lei mi bisbigliò qualcosa in termini concisi, ma non maleducati; l’ho trovata brutta, vecchia, secca come un manico di scopa, vestita male. Ho avuto l’impressione di avere davanti a me una persona bizzarra bensì una demente, cosicchè ho provato addirittura un senso di tristezza”

Warsbeg cambiò presto idea!… “loquace, spontanea, notevolmente intelligente, intima, priva di pregiudizi, insomma una delle apparizioni più affascinanti che io abbia mai incontrato nella mia vita… mi ha fatto le più strane e sincere osservazioni… un carattere elevato dal punto di vista spirituale”

Sisi accanto all’imperatrice tedesca Augusta secondo Crenneville appariva come “una sordomuta annoiata”.

Dinanzi a Caterina Cornaro opera dell’idolatrato Hans Makart… un bel giorno l’imperatrice entrò nel lo studio d’arte in discussione… “Si fermò a lungo… fissò l’opera… minuti lunghi… silenziosi… poi: “Ho saputo che lei possiede alcuni levrieri scozzesi. Potrei vederli?”… contemplò gli animali… ringraziò e se ne andò proprio com’era venuta.

Persona semplice in campagna… eccentrica a corte. Sarcastici commenti alle futilità di corte. Silenzio provocatorio di quasi disgusto per gli ambiti raduni. Con assoluta mancanza di rispetto per le mura di seta e arazzi rosso purpureo degli ordini dinastici; con riverente quasi sacerdotale cura per le pareti smunte a calcinacci bianchicci di lotti rurali pieni di latte e vecchie rammendatrici.
Loquace e sincera… ironica e beffarda; autentica versione di se stessa la prima… rifugio e sopravvivenza la seconda.


 

Ode alle Anime del Futuro (estratto)

Peregrino in solitudine per questa terra,
ormai da tempo ho volto le spalle alla voluttà,alla vita;
nessun compagno condivide la mia vita spirituale.
Non è mai esistita l’anima che mi abbia compreso.

Sfuggo al mondo con le sue gioie, e gli uomini mi sono oggi lontani;
lontane da me le loro gioie e i loro affanni;
peregrino in solitudine, come una stella.

E la mia anima è piena da scoppiare,
il tacito meditare non le basta,
ciò che la commuove deve dirlo in liriche,
che ora eterno nel mio libro.

Esso le costudirà fedele nel tempo,
proteggendole dalle anime che oggi non le comprendono,
finchè un giorno, dopo anni lunghi e alterni,
le liriche fioriranno e risorgeranno.

 
Sissi è bella come un’angelo. E’ sempre altrettanto graziosa in abito da cerimonia, coperta di gioelli, quanto nella semplice vestaglia bianca che indossa al mattino per andare a trovare il suo bambino (Arc. Sophie)

Elisabetta varie follie umane come l’ipocrisia, l’artificiosità, la finta cultura, l’ambizione, la protervia. (Hamman pg.321)

(Carmen Sylva) Era senz’altro naturale che dovesse preferire heine a tutti gli altri poeti perché anche lui si dispera per l’aspetto menzognero del mondo e non trova mai parole sufficienti per fustigare la vuotezza che c’è in esso! Lei non riusciva a perdonare la nostra posizione che ci costringe a occuparci tanto di apparenze e di falsità, di modo che ci è così difficile arrivare alla sostanza. Le era insopportabile che gli uomini vogliono vederci in atteggiamenti olimpici e protestino quando noi piangiamo e sospiriamo come loro. Ci hanno collocato in alto per obbligarci a sorridere sempre e per dare loro un senso di sicurezza, in maniera che tutti sulla terra possan essere sereni. Ma è appunto qui che alberga una spietata, crudele menzogna… Elisabetta ha trovato proprio in Heine il disprezzo di tutte le esteriorità che lei sentiva così profondamente. Ha trovato l’amarezza con la quale si compiva il suo grave e solitario destino, e l’ironia di cui lei stessa era capace e che la induceva a esprimersi a sorpresa con battute così originali.