I Cani dell’Imperatrice di Daniela Lasagnini

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Essere amati profondamente da qualcuno dà forza. 

Amare profondamente qualcuno dà coraggio.

Lao Tzu (filosofo cinese, 500 a.C. circa)

 

Corfù, 1861 ( Con l’Imperatrice Houseguard, sconosciuto il nome dell’altro cane che dorme ai suoi piedi )

 

Un’anima inquieta e solitaria che, interdetta nel comunicare la profondità e la complessità del proprio essere a chi non ha il dono, raro, della sua stessa sensibilità, trova rispondenza nell’animo degli animali e comunica con gioia e trasporto con i cavalli di cui, in gran numero, si circonda, e con i cani, anch’essi spesso presenti a corte intorno a lei – con non altrettanto piacere da parte dell’arciduchessa Sofia – cani di razze differenti che spesso voleva comparissero nelle fotografie che le venivano fatte, quasi come se di lei fossero parte, parte di quell’angelica romantica creatura, sospesa tra sogno e realtà, che altro era rispetto all’Imperatrice che vediamo comparire nei ritratti ufficiali, la statuaria, solenne consorte dell’Imperatore d’Austria Ungheria.

Quanti sono i contenuti che non ammettono verbalizzazione alcuna, ma possono solamente essere percepiti … è questa non una pecca, bensì un dono, prezioso, che ancora ci tiene uniti al mondo animale, forse oggi più ancora di allora difficile da mantenere vivo, il cui prestigio non ha paragone e prezzo alcuno … e questo Elisabetta bene lo sapeva e lo comprendeva, e cercò, con successo, di trasmetterlo anche alla propria prole.

Puoi conoscere il cuore di un uomo 

già dal modo in cui egli tratta gli animali. 

Immanuel Kant (filosofo tedesco, 1724 – 1804)

 

L’Imperatrice con il suo barboncino Platon

 

L’Imperatrice durante la sua seppur breve vita ebbe molti cani, tra i più piccoli vi fu Platon all’inizio degli anni sessanta, il barboncino nero con il quale sembra dialogare e che persino in un’occasione riesce a strapparle un seppur debole sorriso ( foto scattate da Ludwig Angerer nel 1862 ),

 

 

 

ma con il tempo sempre più si fece conquistare da quelli di grossa taglia; il primo che ebbe un posto speciale nel suo cuore fu uno splendido lupo irlandese che ella chiamò Houseguard

 

Houseguard by Carl Reichert, 1873

 

con il quale si fece ritrarre nella celebre serie scattata tra il 1866 ed il 1867 da Emil Rabending, scatti che sono per me, per molteplici ragioni, tra i più amati

 

 

 

 

… ebbene sì, spesso i suoi cani le ‘facevano sbocciare’ quel sorriso che raramente ornava il volto di questo delicato, ‘pallido fiore sotto l’uragano’ 1 …

Anche se probabilmente il più celebre rimane Shadow, l’alano nero con cui condivise il dolore generato dalla tragedia di Mayerling

 

 

e che realmente, in quei giorni così bui, era divenuto l’ombra di questa ‘eroina del sogno‘ 2  per descriverla con le parole di D’Annunzio, di questa ‘fanciulla di giglio, non nata per le pene del mondo‘ 3

 

L’anima ha dei momenti superiori 

che la colgono – sola – 

quando amici occasioni della terra

si sono ritirati senza scampo – 

o quand’ella è salita di sua forza

a troppo ardite cime

per guardare più in basso, a qualcos’altro

che non sia quella nuova onnipotenza –

Questo mortale annullamento

è raro – 

ma ha la vaghezza di un’apparizione

al servizio dell’aria – 

Lo svelamento che l’eternità

concede a pochi eletti –

la smisurata forma

dell’immortalità-

Emily Dickinson, 306 4

 

Ma vediamo insieme i suoi ‘compagni’, almeno quelli che ci sono accessibili dal web, tutti dipinti dal pittore della Vienna Vittoriana Carl Reichert (1836 – 1918) particolarmente capace e perciò apprezzato per le sue rappresentazioni del mondo animale, soprattutto cani e gatti

 

Hamlet

 

Roma

 

Brave

 

La piccola Marie Valerie ritratta da Franz Schrotzberg con un Leonberger, con ogni probabilità si tratta di Brave

 

Qui ancora Marie Valerie con Brave in una fotografia di Victor Angerer

 

Foto scattata alle soglie della Kaiservilla di Bad Ischl dove uno dei tanti ‘badanti’ tiene due cani dell’Imperatrice, sicuramente Shadow in piedi e Mohamed coricato

 

Fanton e Morfy

 

Per questa sue caratteristiche che ben conosciamo e che ce la rendono ancor oggi così amabile, l’Imperatrice fu indotta sempre più ad isolarsi e a condurre una vita riservata e solinga, ma, con le parole di Erich Fromm, tratte da L’arte di amare, vi lascio a riflettere ….

Scriveva questi negli anni ’50

 

Paradossalmente, la capacità di stare soli 

è la condizione prima per la capacità d’amare. 5 

 

ed ancora

 

Dare è la più alta espressione di potenza. 

Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. 

Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. 

Mi sento traboccante di vita e di felicità. 

Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.6

Erich Fromm (sociologo e psicoanalista tedesco, 1900 – 1980)

 

Carl Reichert, Besuch im Pferdestall, 1918

 

Non è stato questo un argomento di facile trattazione perché poco si trova a questo proposito anche nei testi autobiografici, ma ho comunque voluto farvi dono di tutto quanto è di mia conoscenza, a tale proposito, per completare questo puzzle che è la complessa, magnificamente misteriosa ed affascinante personalità di questa Sovrana Figura.

 

Bibliografia:

 

Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München, 1995

Elisabetta d’Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998

ELISABETTA D’AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989

Maria Valeria d’Asburgo, La prediletta – Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001

Conte Egon Cesar Corti, L’imperatrice ElisabettaMondadori, Milano, 1937

Gabriele D’Annunzio, LA VIRTU’ DEL FERRO, in «Il Mattino», 29-30 settembre 1898, riportato in Gabriele D’Annunzio, Scritti giornalisticiMeridiani, Mondadori, vol.II, ora anche sul web nella sezione ANTOLOGIA del sito UNA RAPIDA EBBREZZA, curato da Massimo Sannelli e Vincenzo Laura

http://unarapidaebbrezza.blogspot.it/2011/12/dannunzio.html )

Emily Dickinson, EMILY DICKINSON TUTTE LE POESIE, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997,

Eric Fromm, L’arte di Amare, traduzione di Marilena Damiani, Mondadori, Milano, 1996

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982

Brigitte Hamann, (a cura di), ELISABETH Bilder einer KaiserinAmalthea Verlag, 1998

Gabriele Praschl – Bichler, L’Imperatrice Elisabetta, Longanesi & C., Milano, 1997

Oscar Wilde, Poesie, Lorenzo Barbera Editore, Srl, Siena, 2006

 

Citazioni:

1 – Oscar Wilde, LA BELLA DONNA DELLA MIA MENTE in  Poesie, Lorenzo Barbera Editore, Srl, Siena, 2006, pag.67

2 – La virtù del ferro, in «Il Mattino», 29-30 settembre 1898, riportato in Gabriele D’Annunzio, Scritti giornalisticiMeridiani, Mondadori, vol.II, ora anche sul web nella sezione ANTOLOGIA del sito UNA RAPIDA EBBREZZA, curato da Massimo Sannelli e Vincenzo Laura  ( http://unarapidaebbrezza.blogspot.it/2011/12/dannunzio.html )

3 –  Oscar Wilde, MADONNA MIA in  Poesie, Lorenzo Barbera Editore, Srl, Siena, 2006, pag. 40

4 – Emily Dickinson, EMILY DICKINSON TUTTE LE POESIE, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, 306, pag. 330

5 – Eric Fromm, L’arte di Amare, traduzione di Marilena Damiani, Mondadori, Milano, 1996, pag. 119

6 – Eric Fromm, L’arte di Amare, op. cit., pag. 34