Elisabetta D’Austria (Sisi)

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Sei il benvenuto/a  nella pagina ufficiale dell’Associazione Elisabetta d’Austria!


L’Associazione ha lo scopo di diffondere l’immagine storica di Sua Maestà l’Imperatrice Elisabetta, per restituire all’intricato e poetico “personaggio”, un’identità il più possibile vicina alla “persona”, cancellandone le congetture e le ipocrisie createsi nel tempo.


Questa  Associazione  senza  fini di lucro  è unicamente  propensa  alla ricerca della Storia e delle persone che ne hanno fatto parte!


Non apparteniamo ad alcun ideale politico, ne ci appartengono visione esaltate di epoche passate, nè di ritriti confini nazionali; siamo indipendenti sognatori affascinati dal tempo e dai personaggi che l’hanno caratterizzato, condividendo sempre e dividendo mai.

Per assieme cogliere il “dove” siamo venuti per capire uniti il “dove” andremo!

Elisabetta Eugenia Amalia Wittelsbach nacque a Monaco di Baviera il 24 dicembre del 1837.

Quello che conosciamo su di Lei fu grazie all’effetto che la sua apparizione rosea diede al cuore dell’Imperatore Francesco Giuseppe!

Quel che successe come una folgore, l’innamoramento del capostipite Asburgico, un’imprevedibilità coinvolgente che prese forma per vivere fino ad oggi;  si definì  il  24 aprile del 1854 quando l’Imperatore d’Austria convolò a nozze con sua cugina, la duchessa in Baviera detta Sisi.

E tutto ebbe un inizio… scritto nella Storia!

Elisabetta In Baviera (per nascita 1837)
D’Austria (per nozze 1854)
D’Ungheria (per scelta 1867)

Sisi e’ la forma corretta, ma in qualsiasi modo l’avete chiamata dalla prima volta fino a condurVi a questa pagina, a noi andrà bene!


Per richiedere la tessera o ricevere unicamente informazioni scrivete liberamente a :
info@associazione-elisabetta-sisi.org

 

 

“Faceva ciò che le andava a genio e lasciava che gli altri pensassero ciò che volevano. Nonostante tutte le stravaganze era rimansta una persona fondamentalmente semplice e naturale”

 (Dama di corte bavarese Maria Redwitz)

 

 

 

DICONO DI NOI :

 

MASSIMO SANNELLI   in  “IL TRENTINO LIBERO”:

 

Bisogna pensarla mentre guarda il mare, a Sanremo. 

Chi è nato da quelle parti conosce l’atmosfera.

È l’inizio del 1898 e “l’Imperatrice occupa dell’Hôtel Royal la parte del primo piano a mezzodì e ponente, composta di sedici camere indipendenti fra di loro, prospicienti sui giardini dell’Hôtel e sui giardini Marsaglia.  Lo splendido panorama che si gode dalla collina del Berigo, l’ha sedotta;  non appena  arrivata

all’Hôtel scese in giardino, sola, e passeggiò a lungo”.

E poi?

Sappiamo che è sempre bella: “Porta con disinvoltura le sue sessanta primavere, essendo nata il 24 dicembre 1837; è slanciata di vita, e i lineamenti ben conservati dimostrano ancora come un tempo, e a ragione, fosse considerata fra le più belle donne d’Europa”.

C’è altro?

Sì, una nota di moda e di carattere: “Si sottrae agli sguardi dei curiosi dietro un ventaglio a dentelles abbastanza trasparente per vedere e non essere riconosciuta”.

Come vive a Sanremo?

Così: “Si leva regolarmente alle 5 e va a letto alle 22:  è camminatrice instancabile e percorre spesso,

in una sola giornata, quasi quindici chilometri”.

Tutto questo è in un solo articolo di giornale, “Il Secolo XIX” del 9-10 gennaio 1898.

Il necrologio sulla “Gazzetta genovese” del 12 settembre 1898 aggiunge qualcosa: “Al mattino, prima del levar del sole, era già sulla passeggiata, vestita a nero, camminando con passo svelto malgrado l’età… Si fermava sovente a conversare con operai o con lattivendole, e per tutti aveva una parola gentile.

Nel pomeriggio usciva in vettura…”.

Dovremmo   correre a Sanremo e cercare, anche nelle memorie della gente. Potrebbe nascerne un film lento e chiaro, come la Morte a Venezia di Visconti.   Su, Münchhausen, coraggio (io, e altri di una troupe ipotetica, che si tira su per i capelli);  su,  Mecenate (è da trovare, in un campo di esteti).

Elisabetta d’Austria non è una questione politica, e lei stessa è stata “inesperta della politica” (ma “tutta una fatale eredità di sangue le premeva intorno”), come scrive Ceccardo Roccatagliata Ceccardi sulla “Gazzetta genovese” del 13 settembre 1898.

C’è anche una questione estetica, e quindi di resistenza della bellezza; e quindi di carisma. È un carisma affascinante e ibrido, che si nota sempre: “La sua persona sottile e slanciata, destava l’ammirazione dei passanti, i quali pur non conoscendola, la giudicavano senza errore, per una persona d’alto grado”.

(“Il Secolo XIX, 28-29 marzo 1893).

Dieci anni dopo, Thomas Mann scriverà che un artista “si riconosce al primo sguardo”, “ha qualcosa di regale e impacciato”, come “un principe che si muova tra la folla”. È il capitolo IV di Tonio Kröger.

Questo per dire che il carisma è fisico, prima di tutto. È qualcosa che si vede sempre, anche a sessant’anni.  Il carisma può essere anche etico e politico, ma solo dopo.

Per politicizzare un carisma serve un’interpretazione.

Bisogna vederci un’antitesi vivente al contemporaneo, ma solo ex post, come scrive Pietrangelo Buttafuoco sul “Foglio” del 19 aprile 2013. Buttafuoco si riferisce alla sorella dell’Imperatrice, ma il concetto si dilata bene: “È Maria Sophie Amalie von Wittelsbach Herzogin in Bayern, Sovrana delle Due Sicilie.

Ecco, con una dolce Maestà come lei, può mai importarci il destino di una Repubblica?”. 

Nessuna politica, invece.

Esiste una situazione intellettuale, che molti condividono ancora, per forza di carisma e di estetica.

Per questo è nata l’Associazione Culturale Elisabetta d’Austria !

Il sito ufficiale avverte: “L’Associazione avrà lo scopo di diffondere l’immagine puramente storica dell’imperatrice, per restituire a questo complesso e interessante personaggio della monarchia asburgica un’identità il più possibile vicina al reale, cancellandone i cliché creati per mezzo della cultura cinematografica e letteraria attraverso visioni biografiche alquanto superficiali e romanzate”.

Proprio così.

Il carisma della Dolce Maestà impone delle regole e lo studio azzera la banalità del cliché. Bisogna disabituarsi  all’irreale:  perché  il  cliché  è irreale,  come sa ogni autore,  soprattutto nel campo dei film !